Il CENTRO GRAMSCI DI EDUCAZIONE ti segnala le seguenti notizie:
L’opposizione
popolare alla guerra contro la Siria ha acutizzato i contrasti nel fronte
imperialista. In Belgio, Germania, Italia, Polonia e Spagna, settori
istituzionali oscillano e mutano opinione sulla guerra neocolonialista.
La guerra alla Siria e al suo popolo è voluta dai monopolisti di Wall Street, capeggiati da David Rockefeller e da quelli della City, capeggiati da Jacob Rothschild.
In Francia, il presidente bellicista Hollande è fortemente ostacolato.
Nel blocco imperialista anglo-statunitense, emergono forti opposizioni democratiche contro il Pentagono (Congresso Usa diviso, voto contrario del parlamento inglese.
La posizione della Ministra Bonino ha contribuito a rafforzare il Fronte democratico italiano ed europeo.
Occorre potenziare l’unità organica tra forze parlamentari democratiche e lotte popolari.
In difesa dell'articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra, in ogni Regione e distretto produttivo vanno sviluppate iniziative contro l'aggressione imperialista alla Siria, con la partecipazione di rappresentanze istituzionali, sindacali, culturali, politiche e masse popolari.
2. Sosteniamo la lotta e l’unità del popolo egiziano
Per un fronte democratico antimperalista diretto dalla classe operaia
Il golpe in Egitto è scaturito dai piani neocoloniali dei monopolisti di
Wall Street e City.
Proprietari del complesso militare industriale strutturato su Pentagono, Cia, Nato, basi estere e gerarchie militari colluse, se ne servono per reprimere e supersfruttare i popoli.
In Siria fomentano una sanguinosa sovversione per passare alla diretta aggressione armata.
Le divisioni tra le masse popolari, la borghesia nazionale, laborghesia compradora, i settori militari e della burocrazia sono dovute ai contrastanti interessi neocoloniali dei monopolisti.
Divisioni funzionali alle multinazionali (GM Cairo, Moeller-Maersk, Construction Products Holding, ..), contrastate da forti lotte operaie (Mahalla, tessili e Suez, meccanici).
Analogamente, in Palestina, Libano, Iran e Turchia le lotte popolari contro il neocolonialismo spingono per una svolta democratica e progressista dell’intero continente.